{"id":1435,"date":"2006-01-13T17:16:00","date_gmt":"2006-01-13T16:16:00","guid":{"rendered":"http:\/\/diario.randone.com\/?p=1435"},"modified":"2019-10-09T16:42:38","modified_gmt":"2019-10-09T14:42:38","slug":"luca-alberici-from-tales-of-wonder-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/randone.com\/en\/luca-alberici-from-tales-of-wonder-2\/","title":{"rendered":"Luca Alberici from Tales of Wonder"},"content":{"rendered":"<dl>\n<dt>\n<p>Il 13 gennaio 2006 presso il Piccolo Coccia di Novara, si \u00e8 tenuto il primo dei cinque appuntamenti della rassegna &quot;Art Rock acustico&quot; che porter\u00e0 una ventata di rock progressivo acustico fino a primavera inoltrata.       <br \/>Le dimensioni del Piccolo Coccia sono assai ridotte, poco pi\u00f9 di uno stanzone, forse pi\u00f9 adatto (e magari lo \u00e8 stato in passato) alle funzioni di sala stampa perch\u00e9 in grado di ospitare, a spanne, non pi\u00f9 di un centinaio di persone comodamente sedute. Non vi \u00e8 da stupirsi, quindi, se la scelta degli organizzatori sia stata a favore di una matrice acustica, pi\u00f9 intima e raccolta ed in totale sintonia con il luogo di svolgimento.        <br \/>Il compito di aprire la serata \u00e8 toccato ai ragusani <strong>Randone<\/strong>, una delle pi\u00f9 promettenti realt\u00e0 del progressive italico in virt\u00f9 dei suoi tre apprezzatissimi dischi gi\u00e0 all&#8217;attivo. Il gruppo di Nicola Randone ha eseguito per intero l&#8217;ultima fatica &quot;Hybla Act.1&quot;, naturalmente rivisitata in chiave acustica con due chitarre, basso, percussioni e sax tenore, rinunciando quindi al pianoforte.        <br \/>Quanti, prima dell&#8217;esibizione, conoscevano gi\u00e0 la versione in studio di questo lavoro, si saranno certamente chiesti (proprio come ha fatto il sottoscritto in automobile percorrendo i 25 chilometri per raggiungere Novara sulle note di &quot;Hybla in sottofondo) in quale maniera il gruppo sarebbe riuscito ad asciugare, semplificare e spogliare un disco cos\u00ec pomposo, cosi&#8217; colmo di suoni ricchi e variegati, senza fargli perdere la sua identit\u00e0 originale.        <br \/>Ed in effetti questa versione alternativa si \u00e8 dimostrata molto diversa dall&#8217;originale, in verit\u00e0 n\u00e9 migliore n\u00e9 peggiore, semplicemente diversa e, vi assicuro, di grande intensit\u00e0 e fascino.        <br \/>Abbiamo assistito ad una performance mozzafiato da parte di tutti i musicisti, compresa quella del chitarrista Marco Crispi, criticato in passato dal sottoscritto per la scelta di timbriche troppo heavy che mal si integravano con il contesto e che invece questa sera si \u00e8 dimostrato il grande trascinatore sia per padronanza tecnica che per intensit\u00e0 esecutiva.        <br \/>L&#8217;esibizione \u00e8 durata quasi un&#8217;ora, senza interruzioni, con numerosi cambi di ritmo, intermezzi pi\u00f9 ritmati e folk ed una storia (quella dell&#8217;antica Ragusa) raccontata con dovizia di particolari attraverso la narrazione di guerre, invasioni, congiure, leggende ed amori fino al raggiungimento del &quot;climax&quot; finale, ovvero il terremoto del 1693 che rase al suolo la citt\u00e0 e rivissuto attraverso la coinvolgente lettura da parte di Nicola di un brano tratto dal libro di Mim\u00ec Arezzo.        <br \/>Il pubblico ha visibilmente apprezzato l&#8217;esibizione dei Randone, un aperitivo unplugged cui spero faccia presto seguito un ulteriore trasferta dalle nostre parti.        <br \/>Solo una manciata di minuti, giusto il tempo per fare i complimenti ai Randone e scambiare quattro chiacchiere con loro, che i veterani del<strong>Castello Di Atlante<\/strong> salgono sul palco per iniziare la loro esibizione. Poco pi\u00f9 di un&#8217;ora di concerto, quindi la scelta del materiale \u00e8 caduta per ovvie ragioni sui brani pi\u00f9 adatti ad una dimensione acustica, ma ci\u00f2 non ha impedito al pubblico di gustarsi una nutrita fetta dei loro classici: &quot;Semplice ma non troppo&quot; , &quot;Cavalcando tra le nuvole&quot; e &quot;Il saggio&quot;. Un viaggio lungo trent&#8217;anni di carriera, perch\u00e9 questa \u00e8 l&#8217;et\u00e0 delle possenti mura del castello che non tremeranno mai, come recita una loro recentissima composizione.        <br \/>Ottima anche la versione di &quot;Non puoi fingere&quot;, il brano che apre la loro ultima fatica discografica &quot;Quintessenza&quot; e che ha aperto anche l&#8217;esibizione novarese. Vista la sua giovane et\u00e0, non \u00e8 ancora un classico, ma lo sar\u00e0 certamente quando il gruppo festegger\u00e0 i sessant&#8217;anni di carriera.        <br \/>La conclusione del set \u00e8 toccato ad un breve accenno di &quot;Il Mariner forgia il sampo&quot;, il brano con cui il Castello ha dato il suo contributo al progetto finlandese Kalevala.        <br \/>L&#8217;unica pecca della buona esibizione \u00e8 stata l&#8217;assenza de &quot;Il vessillo del drago&quot; (l&#8217;ultimo brano del primo disco e mio personale preferito) che al loro posto suonerei sempre e che in questa serata &quot;alternativa&quot; avrebbe fatto la sua ottima figura. Il secondo appuntamento della manifestazione novarese, per la cronaca organizzata proprio dal batterista del Castello di Atlante, Paolo Ferrarotti, \u00e8 previsto per il 9 febbraio, stesso luogo stessa ora, e vedr\u00e0 unici protagonisti i Middle Aging. Ci vediamo in prima fila??<\/p>\n<p><strong>Luca Alberici<\/strong><\/p>\n<\/dt>\n<\/dl>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 13 gennaio 2006 presso il Piccolo Coccia di Novara, si \u00e8 tenuto il primo dei cinque appuntamenti della rassegna &quot;Art Rock acustico&quot; che porter\u00e0 una ventata di rock progressivo acustico fino a primavera inoltrata. 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